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Yamaha

La fondazione:

"Voglio avviare una produzione sperimentale di motori per motocicli". Sono state queste parole, pronunciate nel 1953 da Genichi Kawakami (primo presidente della Yamaha Motor), che hanno dato vita all'odierna Yamaha Motor Company. Genichi Kawakami era il primo figlio di Kaichi Kawakami, presidente di terza generazione della Nippon Gakki (strumenti musicali ed elettronica; oggi Yamaha Corporation). Genichi intraprese gli studi presso l'istituto commerciale superiore Takachiho, dove si diplomò nel marzo del 1934. 

E nel luglio del 1937 fu il secondo Kawakami a unirsi alla Nippon Gakki Company. Fece rapidamente carriera, diventando prima manager e poi senior general manager dell'azienda Tenryu Factory Company (strumenti musicali), fino a ricoprire la carica di presidente di quarta generazione nel 1950, alla giovane età di 38 anni. Nel 1953, Genichi stava cercando un modo per poter usare i macchinari ormai inutilizzati che precedentemente erano stati impiegati per realizzare eliche per aeromobili. 

Ripensando alla fondazione della Yamaha Motor Company, Genichi ha riferito: "L'azienda stava riscuotendo risultati positivi, aveva un certo margine di manovra finanziario e io ho sentito il bisogno di cercare il nostro successivo settore di attività. La domanda è qualcosa che siamo noi a creare. Quindi, feci alcune ricerche." 

Considerò la produzione di molti prodotti, tra cui macchine da cucire, ricambi auto, scooter, veicoli commerciali a tre ruote, e... moto. Fattori di mercato e di competitività lo portarono a concentrarsi sul mercato motociclistico. Genichi si recò persino negli Stati Uniti durante questo periodo, molte volte. Quando gli venne chiesto il perché di questa decisione, disse: "Feci visitare le principali fabbriche di motociclette del Paese al capo della divisione ricerca e ad altri manager. 

Tornarono e mi dissero che quel mercato offriva ancora molte opportunità, anche se vi stavamo entrando tardi. Non volevo essere completamente impreparato in questo settore sconosciuto così, prima di iniziare a costruire la nostra prima moto da 125 cc, visitammo le fabbriche tedesche. Durante questo tour attraverso l'Europa, al quale presi parte anch'io, i miei ingegneri capo impararono a costruire le moto. Facemmo quanta più ricerca possibile, per assicurarci di poter costruire una moto che fosse buona quanto quelle in circolazione. Una volta acquisita questa sicurezza, iniziammo". "Se hai intenzione di realizzare una cosa, fa' che sia la cosa migliore che si possa trovare". Queste parole divennero il motto del team di sviluppo, che riversò tutte le energie nella costruzione del primo prototipo. Dieci mesi dopo, nell'agosto del 1954, fu completato il primo modello. Si trattava della Yamaha YA-1. La moto era alimentata da un motore monocilindrico da 125 cc a 2 tempi con raffreddamento ad aria. Una volta terminata, fu sottoposta a una prova di resistenza di 10.000 km senza precedenti, per accertarsi che la qualità fosse di altissimo livello. Questo modello fu destinato ad essere la prima forma assunta dalla creatività e dall'inesauribile spirito di sfida che da sempre caratterizzano la lunga tradizione Yamaha.

Nel gennaio del 1955 fu costruita la fabbrica di Hamakita della Nippon Gakki e iniziò la produzione della YA-1. Il 1° luglio 1955, confidando nella nuova direzione che Genichi stava prendendo, venne fondata la Yamaha Motor Co., Ltd. e, avvalendosi di un organico costituito da 274 dipendenti entusiasti, il nuovo costruttore di motociclette costruiva circa 200 unità al mese. A pochi giorni dalla sua fondazione, la Yamaha fece partecipare la sua nuova YA-1 alle due competizioni più grandi del Giappone. Si trattava della terza gara in salita del monte Fuji e della prima gara del monte Asama. In queste gare di debutto la Yamaha vinse nella categoria 125 cc. L'anno seguente, nella gara del monte Asama la YA-1 vinse di nuovo sia nella categoria leggere sia in quella ultraleggere. Nel 1956 un secondo modello era pronto per la produzione. Si trattava dell'YC1, una monocilindrica a due tempi da 175 cc. Nel 1957 la Yamaha iniziò a produrre la sua prima due tempi bicilindrica da 250 cc: la YD1. Basandosi sulla ferma convinzione di Genichi che un prodotto non è tale fino a quando non è in grado di reggere il confronto in tutto il mondo, nel 1958 la Yamaha fu il primo costruttore giapponese ad avventurarsi nell'arena delle competizioni internazionali. Il risultato fu un impressionante 6° posto nella gara del Gran Premio di Catalina, negli Stati Uniti. 

La notizia di questo successo ebbe un immediato apprezzamento per l'elevato livello raggiunto dalla tecnologia Yamaha non solo in Giappone, ma anche tra gli appassionati di gare americane. Però questo era solo l'inizio. La Yamaha agì rapidamente, sfruttò lo slancio conquistato negli Stati Uniti e iniziò la commercializzazione delle proprie moto attraverso un distributore indipendente situato in California. Nel 1958, la Cooper Motors iniziò a vendere la YD-1 250 e la MF-1 (50 cc, due tempi, monocilindrica, un passo verso la moto da strada). Poi, nel 1960, la Yamaha International Corporation iniziò a vendere motociclette negli Stati Uniti attraverso i concessionari. Forte delle esperienze fatte all'estero, nel 1960 Genichi rivolse quindi la sua attenzione al settore nautico e alla produzione delle prime imbarcazioni e dei primi motori fuoribordo Yamaha. Questo fu l'inizio di una massiccia espansione in nuovi campi utilizzando i nuovi motori e le tecnologie che impiegavano materiali fibrorinforzati (FRP). Il primo modello di moto d'acqua fu il CAT-21, seguito dal RUN-13 e dal motore fuoribordo P-7 da 123 cc.

Nel 1963, sviluppando il sistema Autolube, la Yamaha dimostrò di puntare sulle innovazioni tecnologiche all'avanguardia. Questa soluzione fu un traguardo importante: era un sistema di iniezione dell'olio separato, studiato per i modelli a due tempi, che eliminava l'inconveniente di premiscelare carburante e olio. La Yamaha si stava costruendo una solida reputazione di produttore di eccellenza, che fu evidente nel primo progetto che venne realizzato nel nuovo stabilimento di Iwata, in Giappone, costruito nel 1966 (la sede centrale della YMC fu spostata a Iwata nel 1972). La Toyota e la Yamaha collaborarono alla produzione della vettura sportiva Toyota 2000 GT, che ebbe molti apprezzamenti. Questo veicolo, un'edizione molto limitata, riscosse un grande successo tra gli appassionati in Giappone e all'estero e, ancora oggi, è ammirato da tutti per le sue prestazioni e la maestria artigianale con cui è stato realizzato. Genichi ha detto: "Credo che la cosa più importante quando si costruisce un prodotto sia tenere sempre conto dell'opinione delle persone che lo utilizzeranno". Un esempio dell'impegno a "mettersi nei panni dei clienti" fu dato dalla volontà della Yamaha di continuare il suo movimento di espansione, nel 1966. Tailandia e Messico divennero le sedi della produzione di motociclette all'estero. Nel 1968, la globalizzazione continuò con il Brasile e i Paesi Bassi. Grazie alle operazioni di ricerca e sviluppo, alle basi produttive e ai distributori di cui disponeva in un mercato, la Yamaha poté essere coinvolta in iniziative locali di base per creare prodotti in grado di soddisfare realmente le esigenze di ogni mercato, rispettando e valorizzando le distinte sensibilità e abitudini nazionali di ciascun paese. Ancora oggi Yamaha continua questa tradizione.

Verso la fine degli anni '60, Yamaha aveva sul mercato globale prodotti che si rivelavano di qualità, per prestazioni e innovazione superiori. La distribuzione e la diversificazione dei prodotti stavano andando nella giusta direzione. Ma Genichi sapeva che, oltre alla qualità, il successo avrebbe richiesto di più. Era questa l'opinione che aveva del potere delle idee originali. "In futuro, la sorte di un'azienda si baserà sulle idee oltre che sulla qualità.

I prodotti privi di carattere e che non avranno niente di straordinario non venderanno, indipendentemente da quanto siano ben fatti o convenienti... Significherebbe la rovina per qualsiasi azienda". Sapeva anche che quella visione futuristica, procedendo di pari passo con le idee originali, avrebbe creato un'opportunità per l'azienda e per i suoi clienti che avrebbe potuto significare anni di felicità e di esperienze memorabili. Genichi: "Nel mondo degli affari di oggi, sono tante le persone ossessionate dai dati. Si fissano sui numeri del momento e senza di essi hanno troppa paura di fare qualsiasi lavoro reale. Ma in realtà, ogni situazione cambia continuamente di momento in momento e si sviluppa seguendo un flusso naturale. A meno che non si legga quel flusso, è impossibile avviare una nuova attività commerciale". Un esempio concreto di questa convinzione è rappresentato dal modello DT-1 di Yamaha. La prima vera moto da fuoristrada al mondo debuttò nel 1968, per creare un genere completamente nuovo che oggi conosciamo come moto da trail. La DT-1 ebbe un impatto enorme sul motociclismo negli Stati Uniti perché valeva veramente la pena sporcarla. La Yamaha aveva sicuramente "letto il flusso" quando produsse la 250 cc, monocilindrica, a 2 tempi, Enduro che rese famose negli Stati Uniti le motociclette Yamaha da fuoristrada e non. La DT-1 fu un esempio della potenza delle idee originali, della lungimiranza e dell'agire rapidamente abbinate al fatto di tenere conto dei desideri dei clienti. Negli anni successivi, la Yamaha continuò a crescere (e continua tutt’oggi). La diversificazione è aumentata con l'aggiunta di altri prodotti, tra cui motoslitte, motori per kart da corsa, generatori, scooter, ATV, moto d'acqua e altro ancora.

Genichi Kawakami, con la sua visione e la sua filosofia, ha creato il palcoscenico del successo della Yamaha Motor Company. La totale onestà nei confronti del cliente e la realizzazione di prodotti competitivi permettono all'azienda di servire clienti in tutto il mondo e di offrire loro uno stile di vita migliore, grazie a prodotti eccezionali e dalle prestazioni elevate. È grazie alla sua forte visione e alle sue convinzioni che i dipendenti Yamaha di tutto il mondo ancora oggi disegnano, creano, progettano e producono con grande passione prodotti e servizi destinati a infondere nei clienti una sensazione di KANDO.

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